la guerra aereochimica é una pratica militare poco nota giá in uso (ed abuso) nella seconda guerra mondiale con effetti devastanti

La guerra chimica propriamente detta comincia molto tempo prima del XX secolo, tuttavia la guerra chimica moderna iniziò con la prima guerra mondiale. Da principio furono usati solo agenti chimici già disponibili in produzione; tra questi il cloro ed il fosgene. I metodi di dispersione usati erano inizialmente rozzi ed inefficienti, consistendo nel semplice rilascio in atmosfera degli agenti gassosi contenuti in bombole, lasciando al vento il compito di trasportarli sulle posizioni nemiche. Solo in un secondo tempo si cominciarono ad utilizzare appositi lanciabombe e proiettili d’artiglieria e bomba a mano.
Il primo obiettivo della ricerca verso nuove armi chimiche non fu tanto la tossicità quanto lo sviluppo di aggressivi che riuscissero a colpire il nemico attraverso la pelle ed i vestiti, rendendo inutili le maschere antigas. Nel luglio 1917 i tedeschi introdussero massicciamente l’iprite, il primo aggressivo chimico che aggirò la difesa delle maschere antigas, in grado di penetrare facilmente gli indumenti di cuoio e di tessuto ed infliggere dolorose bruciature cutanee. I requisiti richiesti agli aggressivi chimici per il loro impiego ottimale sul campo di battaglia sono connessi all’efficacia nel rendere non operative le truppe nemiche, e, per quanto possibile, alla creazione rapida d’una cospicua massa d’invalidi più che una strage in sé. Infatti, crea maggiori problemi logistici il ricovero di un notevole quantitativo di feriti nei servizi ospedalieri dietro le linee avversarie, che non la morte immediata dei soldati nemici.
Introduciamo adesso i principali aggressivi chimici e i loro metodi d’impiego:
Gas asfissianti (o soffocanti) e fosgene
Si tratta di sostanze ormai obsolete, dal momento che penetrano soltanto attraverso le vie respiratorie, e sono facilmente neutralizzate dalle più comuni maschere antigas. Attaccano le vie respiratorie, vengono disseminati sotto forma di vapori, e sono considerati gas d’attacco, perché hanno scarsa persistenza, e permettono così la conquista di trincee, casematte, postazioni, etc. Il decesso si verifica in poche ore: il tossico attacca le mucose respiratorie in modo corrosivo; la risposta infiammatoria locale delle mucose si estrinseca come edema che impedisce la respirazione. Furono questi i primi aggressivi chimici utilizzati.
Il fosgene ha i medesimi effetti fisiologici. Qualche volta il primo contatto irrita le vie respiratorie, ma questo effetto generalmente passa con le successive inalazioni; parecchie ore dopo s’instaura un edema polmonare, ed il decesso sopraggiunge per soffocamento. La loro bassa tossicità e la difficoltà di maneggiarli a causa del basso punto d’ebollizione furono la causa della loro eliminazione come aggressivi chimici di guerra. Come per tutti gli altri irritanti respiratori ci si protegge facilmente ed integralmente con le moderne maschere antigas.
Agenti vescicanti
Comprende le mostarde (iprite), le mostarde azotate (azoiprite), e gli arsenicali (lewisite). Gli agenti vescicanti vennero introdotti (1917) quando entrò in uso presso i vari eserciti le maschere antigas, che rendevano innocui gli agenti soffocanti, quali il fosgene e l’ossido di carbonio. I vescicanti, oltre alle mucose, respiratoria in primis, attaccano anche la cute, provocando estese dermatiti bollose, che sono dolorosissime e difficili da curare. Questi aggressivi venendo a contatto con la superficie del corpo, provocano un’irritazione profonda con successiva formazione di vesciche, piaghe, ulcerazioni estese. La cute, vista la sua estensione, è difficile da proteggere in tutta la sua superficie, se non ricorrendo a pesanti attrezzature (tuta integrale contro la guerra chimica). Gli agenti vescicanti sono modicamente persistenti, per cui se ne può ipotizzare un uso strategico. Nonostante la veneranda età , non sono considerati obsoleti, a differenza dei non - vescicanti (asfissianti).
Gas nervini
I neurogas o gas nervini sono gas con attività neurotossica sistemica. Essi agiscono alterando permanentemente l’enzima acetilcolinesterasi, bloccando, di fatto, le giunzioni neuromuscolari, tutte le sinapsi nervose che contengono tale enzima. Si verificano caduta della pressione sanguigna in seguito a vasodilatazione massiva, spasmi e crampi bronchiali con sintomi di soffocamento, tosse persistente, movimenti oculari incoordinati, cianosi, vomito continuo, paralisi muscolare tonica con tetanismo (movimenti muscolari involontari ed inarrestabili). La gravità dei sintomi è direttamente proporzionale al quantitativo di tossico assorbito; il decesso, in ogni caso, sopraggiunge nello spazio di 2-10 minuti, principalmente per crisi cardiaca e / o per asfissia da paralisi diaframmatica. In genere si presentano inodore e incolore, il loro effetto è pressocche istantaneo e mortale in piccolissime dosi. Rappresentano l’ultima generazione degli aggressivi chimici sviluppati in Germania negli anni ‘30, unica nazione a detenerli nel corso della II guerra mondiale.
Dispersione
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